in Dio

In Dio

È la prima, la più importante e fondamentale affermazione della “professione di fede”. Tutto il “Simbolo” ovvero il Credo, sia quello apostolico che recitiamo nel battesimo, nella cresima, nel tempo di Quaresima e di Pasqua, sia quello niceno-constantinopolitano che recitiamo ogni domenica e nelle festività religiose durante la santa messa, dopo l’omelia del celebrante, è impostato nell’unità e Trinità di Dio.
I dodici articoli del Credo dipendono tutti dal primo, “credo in un solo Dio” così come i dieci comandamenti sono esplicitazione del primo. I rimanenti articoli ci fanno meglio conoscere Dio quale si è rivelato progressivamente agli apostoli..
Purtroppo, e lo affermiamo con rammarico, oggi non siamo in molti a nutrirci spiritualmente del Credo, che è il compendio delle principali verità che dobbiamo credere, perché viviamo, ahimè, in un’epoca storica alquanto inquietante e conturbante in cui non pochi rifiutano Dio ch’è al centro della nostra vita e ci dà ogni giorno la gioia e la serenità di fronte alle difficoltà che non ci risparmiano. Jacques Maritain, filosofo francese e altre insigni personalità osano affermare che, dopo il diluvio universale, mai c’è stato un rifiuto così massiccio di Dio.
“Chi nega Dio fa il più grande insulto all’intelligenza dell’ uomo - diceva Paolo VI - egli spegne la luce sulla faccia umana ossia distrugge l’uomo nelle sue più alte prerogative”.
Infatti, sconvolge tutto il pensiero, tutto l’universo e annienta i principi immutabili della metafisica.
Negare Dio è come dire che c’è l’eco senza esserci il suono, che c’è l’opera senza esserci l’autore, che ci sono le tenebre senza esserci la luce, che c’è il figlio senza esserci il padre, che c’è l’ordine senza esserci l’ordinatore, insomma che c’è la creatura senza esserci il Creatore.
“Quando si nega Dio, - ammonisce Dostoievskij - ogni delitto è possibile”.
La fede in Dio sta diventando la grande questione nel nostro tempo, il tempo della postmodernità. Non a caso papa Benedetto XVI, che più di ogni altro ne avverte la densità agli effetti della storia della civiltà, non manca di evangelizzarne la realtà in tutte le occasioni possibili, ricuperando, a tal fine, anche la forza della ragione umana che si fa grido verso l’Assoluto di Dio ch’è Esistenza senza la quale tutto è assurdo, perché senza Origine non originata, non si dà origine ad ogni altra realtà.
Non si contano, purtroppo, le persone che, echeggiando Adorno, Hoerckeimer e Marcuse, gridano “Dio è morto”, oppure vivono nell’indifferenza religiosa che, per Benedetto XVI, “è il più grande insulto all’intelligenza dell’uomo”, annebbiata di tanto secolarismo, relativismo e nichilismo.
Tuttavia, a nostro conforto, noi sosteniamo di credere in Dio: è la verità del teocentrismo che tanto dispiace alla superbia dell’uomo moderno, cultore di un antropocentrismo che si giustifica nell’ateismo postulatorio di Nietzsche e di Sartre e poi si realizza come nichilismo dove lo stesso uomo che si voleva esaltare è ridotto a nulla, alla insignificanza più radicale.
Noi credenti siamo in molti, anzi moltissimi. ad essere giunti per “la dotta ignoranza” a riconoscere l’esistenza di una “Potenza nascosta”, ovvero di Dio, unico, supremo, onnipotente e perfetto, grazie alla Rivelazione fatta al popolo di Israele da Gesù di Nazareth che di sé ha detto: “Io sono la Via, la Verità, la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me (Gv14,1-21)”.
Come il popolo eletto di Israele ha reso molto a un Dio unico che ha autorità universale, che agisce dovunque, che è creatore di tutto, che ama il suo popolo, così, noi credenti collochiamo al centro della nostra vita il Dio unico che è indicibile, misterioso, padre di tutti gli uomini, provvidente e misericordioso.
In altri termini, noi credenti, quel Dio che, come diceva l’antico poeta Clemente nell’Inno a Zeus, è Colui in cui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, quel Dio che per noi è il Silenzio infinito che, con la sua Parola, ha creato cielo e terra, tutte le cose visibili e invisibili, quel Dio che è il Pensiero dal quale viene ogni pensiero, quel Dio che è l’Amore dal quale viene tutto l’amore, lo collochiamo al centro della nostra vita interiore, per viverla con semplicità e amarla con grandezza.
Dio: Egli è il solo. E’.
Mentre noi abbiamo ricevuto da Dio tutto ciò che siamo e abbiamo, Dio solo è in se stesso la pienezza dell’essere e di ogni perfezione, Egli è “Colui che è”, senza origine e senza fine. Gesù rivela che anche Egli porta il Nome divino: “Io sono”(Gv 8,28).
Noi crediamo in un solo Dio che ci ama appassionatamente e vuole essere amato “con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze” (Dt 6,8), che è misericordioso, che prova compassione per la sofferenza, che vuole la nostra conversione con la vita, che combatte per la causa della verità e della giustizia, che si china a guardare con predilezione chi giace nella miseria più profonda, nella “polvere”, nel “letamaio” inserendosi nella storia.
Crediamo in un solo Dio che è il Perdono, il dono più prezioso per noi peccatori, il mezzo per correggere i nostri pregiudizi e per vedere in noi stessi e nel prossimo solo l’amore e nient’altro.
Noi crediamo in un solo Dio che si è mosso per primo, anticipando la nostra ricerca, che si fa trovare anche da quelli che non lo cercano, che risponde anche a quelli che non lo invocano.
Noi crediamo in un solo Dio, l’invisibile evidente, presente nella tremante mano di un mendicante, nella bontà di chi assiste un malato, nella tristezza negli occhi di un morente, nella serenità di un frate, nella tenerezza di una madre che allatta, nella misericordia di un santo confessore, nel mistero nel volto di un sacerdote che celebra.
Noi crediamo in un solo Dio, ma non solitario, perché è Uno e Trino, è Amore e comunicazione infinita, perché ancora prima di crearci e di parteciparci un limitato riflesso della sua vita, Egli da sempre comunica tutta la propria perfezione al Figlio eterno e allo Spirito Santo.
Noi crediamo fermamente e confessiamo apertamente che uno solo è il vero Dio, eterno e immenso, onnipotente, immutabile, incomprensibile e ineffabile, che è nel riflesso della nostra vita interiore, che è la speranza e il coraggio di affrontare ogni giorno la vita con un sorriso sulle labbra, che si racconta, che cerca relazioni con gli uomini, che ama parlare ma anche ascoltare, che è stanco di essere frainteso, che si piega sull’umanità ferita, che ama l’amicizia e l’accoglienza, che sceglie di donarsi fino in fondo, che muore per sigillare il suo amore per ogni uomo.
Noi sentiamo che Dio, Unico e Trino, è presente in ogni uomo che ci ama, che sentiamo meritevoli, che ci accompagna e resta con noi quando cala la notte.
Impegno
Nel corso della settimana mi impegnerò a trovare molto tempo sulle ginocchia, meditando e pregando perché so che Dio ha bisogno di me, so che mi ha scelto per essere suo strumento e manifestarlo nella vita di ogni giorno non solo con atteggiamenti morali, ma soprattutto con la testimonianza, perché Egli è l’unico mio Dio.
Nino Dodaro

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