Siede alla destra di Dio Padre Onnipotente

… Siede alla destra di Dio Padre Onnipotente.

Il catechismo della Chiesa cattolica, all’art.6, illustra molto bene cosa vuol dire… “Gesù salì al cielo e siede alla destra di Dio, Padre Onnipotente”.
« Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio » (Mc 16,19).
Il Corpo di Cristo è stato glorificato fin dall’istante della sua Resurrezione, ma durante i quaranta giorni nei quali Egli mangia e beve familiarmente con i suoi discepoli e li istruisce sul Regno, la sua gloria resta ancora velata sotto i tratti di una umanità ordinaria.  Il carattere  velato della gloria del Risorto durante questo tempo traspare nelle sue misteriose parole a Maria Maddalena: “Non sono ancora salito al padre, ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro” (Gv 20,17). Questo indica una differenza di manifestazione tra la gloria di Cristo risorto e quella di Cristo esaltato alla destra del Padre. E’ l’Ascensione che segna il passaggio dall’una all’altra. Con essa infatti Gesù entra definitivamente nel dominio celeste di Dio, da dove ritornerà nell’ultimo giorno.
S.Pietro, il mattino di Pentecoste, aveva espresso in sintesi la fede pasquale: “Questo Gesù, Dio, l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso come voi stessi potete vedere e udire” (At 2, 32-33).
S.Paolo scrive agli Efesini: “Il Dio della gloria… risuscitò Cristo dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità…” (Ef 1, 17-23).
Cristo quindi, ormai, siede alla destra del Padre.
“Per destra del Padre intendiamo la gloria e la divinità, ove colui che esisteva come Figlio di Dio prima di tutti i secoli come Dio e della stessa sostanza del Padre, s’è assiso corporalmente dopo che si è incarnato e la sua carne è stata glorificata”.  L’essere assiso alla destra del Padre significa l’inaugurazione del regno del Messia.
Gesù Cristo, Capo della Chiesa, ci precede nel regno glorioso del Padre perché noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di essere un giorno eternamente con lui.
Essendo Egli entrato un volta per tutte nel santuario del cielo, intercede incessantemente per noi come il Mediatore che ci assicura la perenne effusione dello Spirito Santo.
Proviamo ora a riflettere su queste due ultime affermazioni: “Gesù ci precede nel regno glorioso del Padre e siede alla sua destra”…Gesù ci aspetta e prepara un posto per ciascuno di noi così come ha fatto con gli apostoli. Prepara un posto per noi, …noi che per natura siamo sempre scontenti, sempre insoddisfatti, noi che spesso poniamo come obiettivo massimo della nostra vita la ricchezza, il potere, l’egoismo, l’edonismo. Noi che se non riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo andiamo in crisi e ci deprimiamo, se poi invece riusciamo nel nostro intento e otteniamo ciò che vogliamo, …dopo qualche giorno ci sentiamo ugualmente insoddisfatti e vuoti. Ma chiediamoci: perché siamo fatti così? La risposta ce la dà Gesù: perché noi siamo nel mondo ma non siamo del mondo, noi siamo nati per l’infinito, per l’eternità; ecco perché Gesù ci prepara un posto nel suo regno. E allora cosa dovremmo fare? Augurarci di passare nel suo regno al più presto per occupare quel posto preparato per noi? …No! …Quel posto è la nostra meta definitiva. Gesù, tra l’altro, è venuto sulla terra anche per insegnarci, con il suo esempio, a vivere bene questa nostra vita terrena, sicuramente in funzione di quella celeste. Vivere, cioè, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto in modo pieno, godendo di ogni momento bello e gioioso, ma offrendo anche a Dio ogni situazione difficile e triste. I nostri occhi devono guardare in alto e il nostro cuore e la nostra anima devono avere la certezza che Gesù è accanto a noi sempre, Egli è alla nostra destra e ci guida e ci sostiene in ogni istante.
Analizziamo ora la seconda affermazione di cui sopra: “Gesù intercede per noi e ci assicura l’effusione dello Spirito Santo”. Noi siamo quelli che vogliamo sempre fare tutto da soli, perché siamo testardi e orgogliosi, perché siamo convinti che non abbiamo bisogno di nessuno. Ma non è così, dobbiamo invece prendere coscienza che la nostra forza viene dall’alto e solo grazie alla preghiera, per intercessione di Gesù Cristo, riusciremo ad ottenere ciò che chiediamo, se ciò è per il nostro bene. Invocare lo Spirito Santo e ottenere la sua effusione, vuol dire avere “luce” per la nostra mente, vuol dire avere sempre le idee chiare su come vivere la nostra vita, vuol dire pensare, parlare e agire con saggezza, anzi con quella sapienza del cuore chiesta a Dio da Salomone.
Impegno
Proviamo a vivere giorno dopo giorno come ci ha suggerito, anni fa, il Beato Giovanni Paolo: “il cristiano è colui che vive l’ordinario in modo straordinario”.
E per concludere vorrei invitare ognuno a fermarsi un attimo dal tran tran quotidiano e a porsi questa domanda: che senso ha la mia vita?  Oppure: qual’ è o chi è  il senso della mia vita?…
Il mio senso della vita…è Gesù Cristo. …E il tuo…???  
Domenico Falduti

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