Credo nello Spirito Santo

...Credo nello Spirito Santo

Lo “Spirito Santo” è la terza Persona della Trinità indivisibile; proviene da Dio, ed è consustanziale al Padre e al Figlio.
Quando il Verbo si fa carne nel grembo della Vergine Maria, questo avviene per l’azione dello Spirito Santo: “Le rispose l’angelo : lo Spirito Santo scenderà su di te, su di te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo” (Lc 1,35 ); anche a Zaccaria l’angelo disse che Giovanni “…sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre..” (Lc 1,15), e la stessa Elisabetta, dopo che il bambino le sussultò nel grembo nell’aver udito il saluto di Maria, fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” (Lc 1,42). Tocca allo Spirito Santo preparare i discepoli, battezzarli, cioè lavarli, purificarli: “Giovanni rispose a tutti dicendo: Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3,16).
Lo Spirito Santo agisce anche su Gesù, lo presenta al mondo nel fulgore della sua divinità: “Gesù, ricevuto anche lui il Battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” (Lc 3,21).
E’ lo Spirito Santo, vincolo di unità di Cristo col Padre, che conduce Gesù nel deserto consentendo al diavolo di tentarlo: “Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo” (Lc 4,1); lo stesso Gesù, nella sinagoga di Nazareth, aperto il rotolo del profeta Isaia, lesse il passo  dove era scritto: “lo Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha consacrato con l’ unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio…” (Lc 4,17).
Tutta la vita di Gesù Cristo è una missione congiunta del Figlio e dello Spirito Santo. Tocca allo Spirito Santo difendere i discepoli e agire in loro e per loro: “Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi come discolparvi e che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire” (Lc 12,11). La caratteristica propria della terza  Persona della Santissima Trinità è quella di operare nel silenzio e nel nascondimento. Ci rivela il Figlio e il Padre agendo nell’intimo dei nostri cuori senza che noi ce ne accorgiamo.
La piena rivelazione dello Spirito Santo avviene nel giorno della Pentecoste, quando si realizza la promessa di Gesù Cristo di inviare lo Spirito Santo sulla Chiesa, in modo tale che sia con essa sempre. Lo Spirito Santo è il dono per eccellenza della redenzione operata da Gesù Cristo. E’ l’amore del Padre e del Figlio donato agli uomini attraverso i sacramenti. E’ lo Spirito Santo che purifica dai peccati, riveste della grazia santificante e che eleva alla dignità di figli adottivi. Ogni essere umano è tempio dello Spirito. Se vogliamo che la nostra vita sia degna di essere vissuta, dobbiamo sforzarci di dare spazio allo Spirito in noi; sforzarci di essere rivestiti di Spirito Santo, di essere dei “guidati dallo Spirito”, degli “illuminati da lui”.
Tutti possiamo ottenere lo Spirito Santo se lo chiediamo con la preghiera; infatti Gesù ci dice: “Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Lc 11,13). La preghiera è la fede in atto: senza la fede lo Spirito non può venire, perché la fede è il bisogno intimo di Dio. Lo Spirito si comunica solo nella sincerità, solo quando percepiamo la nostra immensa miseria e riconosciamo di avere un bisogno immenso di lui; per questo la preghiera sincera è condizione essenziale per ricevere lo Spirito.
Lo Spirito non ha tempi, lo Spirito non ha limiti nel darsi, pone solo delle condizioni: che lo attendiamo, cioè che preghiamo, e che siamo pentiti del peccato. Pietro disse: “Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo” (At 2,38).
 L’apostolo Paolo dice che “il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, dominio di sé” (Gal 5,22).  Lo Spirito è il nostro maestro della preghiera; è lo Spirito che prega in noi.
Numerosi sono nella Sacra Scrittura i simboli dello Spirito Santo, ripresi sovente nella liturgia della Chiesa. Il simbolo dell’acqua significa l’azione dello Spirito Santo nel battesimo; l’acqua battesimale significa realmente che la nostra nascita alla vita divina ci è donata nello Spirito Santo. Allo stesso modo lo Spirito è simboleggiato dall’acqua viva che scaturisce dal costato di Cristo crocifisso (Gv 19,34). Il simbolo del fuoco esprime l’energia trasformante dello Spirito Santo, soprattutto quando dona lo Spirito profetico: Elia sorse simile al fuoco e la sua parola bruciava come fiaccola (Sir 48,1); Giovanni il Battista cammina dinnanzi al Signore  “con la forza e lo Spirito di Elia”(Lc 1,17) e annunzia il Cristo come “Colui che battezzerà in Spirito Santo e fuoco”(Lc 3,16). Infine, il mattino di Pentecoste lo Spirito si posa sui discepoli sotto forma “di lingue come di fuoco”(Atti 2,3). L’imposizione delle mani è anch’essa un segno che indica l’effusione dello Spirito Santo. Con essa Gesù guarisce i malati (Mc 6,5) e benedice i bambini (Mc 10,16). La Chiesa ha conservato questo segno dell’effusione onnipotente dello Spirito Santo nelle epiclesi sacramentali. Lo Spirito Santo è elargitore di doni. Il più grande dono è proprio lo stesso Spirito Santo. La terza  Persona della Santissima Trinità è infatti il dono d’amore che il Padre e il Figlio scambiano fra di loro ed effondono sull’umanità come frutto della redenzione.
La tradizione spirituale ha elaborato una dottrina relativa ai sette doni dello Spirito Santo (Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timor di Dio), diventata un patrimonio della vita cristiana.
Grazie al dono della Sapienza l’anima acquista il senso delle cose divine e impara a vedere la realtà dal punto di vista di Dio.
L’Intelletto porta a perfezione la virtù teologale della fede.
Grazie al dono del Consiglio l’anima giudica rettamente ciò che bisogna fare in ordine al fine soprannaturale. Il dono del consiglio permette di cogliere, la volontà di Dio da compiere anche nelle situazioni più problematiche.
Il dono della Fortezza irrobustisce l’anima in modo tale che sia capace di praticare ogni genere di virtù eroiche con l’invincibile sicurezza di superare i più grandi pericoli o difficoltà. Questo dono riveste l’anima di forza divina, in modo tale che possa sopportare prove straordinarie, compiere le azioni più ardue e superare le difficoltà più gravi.
Grazie al dono della Scienza l’intelletto umano, illuminato dalla luce dello Spirito Santo, coglie l’intimo rapporto fra la creazione e il suo Creatore. Vede le cose nel loro procedere da Dio e nel loro ritornare a lui.
Il dono della Pietà infonde nell’anima uno speciale affetto filiale verso Dio e un sentimento di fratellanza con gli uomini. Il dono della Pietà alimenta la fiducia e la confidenza dei figli verso Dio e la pietà e la misericordia verso il prossimo, anche nei confronti dei nemici.
Il dono del Timor di Dio suscita, insieme all’amore per Dio, anche un atteggiamento di rispetto per la sua infinita maestà e santità, unitamente alla consapevolezza della nostra indegnità. L’anima che ha il timor di Dio non viene meno alla fiducia, ma acquisisce una docilità speciale, sottomettendosi totalmente alla divina volontà.
Impegno
Pregare in modo sincero affinché lo Spirito Santo venga a noi  e ci trasformi, ci salvi, ci consacri.
Antonio Timpone

 

 

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