Credo ... La Santa Chiesa Cattolica

Credo ... La Santa Chiesa Cattolica


Dopo aver letto e meditato l’art.9, paragrafo 3 sezione seconda del Catechismo della Chiesa Cattolica e il versetto del credo nicenocostantinopolitano,  ci siamo chiesti con umiltà: che significa credere, che cosa è la Chiesa, la Chiesa chi crede e cosa crede? Il  cuore e la mente coinvolti nell’esame ci hanno risposto: credere significa, uscire da se stesso e mettersi alla sequela di Cristo per saper amare, sperare, soffrire: un cammino che dura tutta la vita, una crescita continua in cui la vita si rinnova sempre più, conformandosi di più a Cristo. 
La Chiesa, nel linguaggio Cristiano, è la comunità dei fedeli o tutta la comunità universale dei credenti. Essa vive della Parola e del Corpo di Cristo divenendo così essa stessa Corpo di Cristo. Nella Sacra Scrittura troviamo moltissime immagini tra loro connesse, grazie alle quali la Rivelazione parla del Mistero insondabile della Chiesa; nell’Antico testamento l’immagine è quella del “Popolo di Dio”, nel Nuovo Testamento, Cristo diventa il Capo di questo Popolo che è il suo Corpo.
 Gesù  diede inizio alla Sua Chiesa predicando la Buona Novella, cioè la venuta del Regno di Dio promessa nelle scritture: Egli, per compiere la volontà del Padre , inaugurò il Regno dei Cieli sulla terra: La Chiesa è la realizzazione del Regno su questa terra.
Pertanto, la Chiesa è nata dal dono totale di Cristo per la nostra salvezza, anticipato nell’istituzione dell’Eucaristia e realizzato dal cuore trafitto di Cristo sulla Croce. Dopo che Cristo ebbe compiuto l’opera che il Padre gli aveva affidato, il Padre inviò lo Spirito Santo e così iniziò l’annuncio del Vangelo e grazie allo Spirito la chiesa è divenuta Missionaria, inviata da Cristo a tutti i popoli della terra. E’ lo Spirito Santo con i suoi doni che consente di annunziare e realizzare il Regno di Dio nel mondo. 
La Chiesa è incarnata nella storia ma nello stesso tempo la trascende e solo con gli occhi della fede possiamo scorgere anche una realtà Spirituale, portatrice di vita Divina. Pertanto, La Chiesa è contemporaneamente umana e Divina, l’umano però è ordinato e subordinato al Divino, il visibile all’invisibile, l’azione alla contemplazione. La Chiesa inoltre è una comunità unita dalla Fede, dalla Speranza e dalla Carità, ovvero una comunione di Fede in quanto formata da persone docili all’azione continua dello Spirito, che vive in essa come persona in più persone che consapevolmente aderiscono a Cristo, si donano a Lui come all’unico Salvatore, si sforzano di acquisire la mentalità di Cristo di vedere Dio e le cose che Lui ha create. Concludiamo dicendo: la Chiesa è comunità nata dal dolore, fiorita tra cinque sacre ferite, cresciuta sull’albero dell’obbrobrio e nutrita dall’amaro vino delle lacrime, è una rosa bianca in un calice pieno di sangue, vive del dolore, riceve forza dal dolore, è uno splendore del dolore.
La Chiesa chi crede?
Crede chi sa divenire se stesso attraverso il “liberarsi” del semplice io nella comunione con Dio, ovvero crede chi sa consegnarsi alla Parola che non è solo “teoria” insegnamento ma partecipazione della vita di Cristo e quindi del suo destino; crede chi ricalca le orme di Gesù impiegando tutto se stesso: ragione, sentimento, spirito, mente e corpo: un cammino ch’è un atto di tutto il nostro “io”, di tutta la nostra persona, ovvero atto del cuore (Rm 10,9).
Perché  noi  siamo ancora nella Chiesa? 
Perché crediamo che ora come prima e a prescindere da noi, dietro la “nostra Chiesa” Gesù vive la “Sua Chiesa”, e che noi non possiamo stare vicino a Lui se non rimanendo vicino e dentro la Sua Chiesa, Siamo nella Chiesa perché, nonostante tutto, crediamo che nel profondo essa non sia nostra, bensì proprio “Sua”. In termini molto concreti: malgrado tutte le sue debolezze umane, è la Chiesa che ci dà Gesù Cristo e solo grazie ad essa noi possiamo riceverlo come una realtà viva, potente che ci sfida e ci arricchisce qui e ora. Senza la continuità visibile della Sua Chiesa, siamo certi, sotto quale cumulo di sabbia non sarebbero stati sepolti non soltanto il suo nome e il suo ricordo, ma anche la sua influenza vitale, l’influenza del Vangelo e della fede nella sua divina persona. Senza la Chiesa Cristo dovrebbe darsi alla fuga, disgregarsi, scomparire. E che cosa sarebbe l’umanità se si togliesse Cristo?    
 Riflettendo su quanto finora detto, noi Battezzati, pertanto siamo chiamati dal Signore Gesù a lavorare nella sua Vigna cercando di essere “SALE DELLA TERRA E LUCE DEL MONDO”, siamo tenuti a collaborare attivamente perché la Chiesa sia realmente una famiglia dove ci si ama e sia per il mondo strumento di salvezza per tutti gli uomini. S. Paolo ci ha insegnato che La Chiesa è il “Corpo di Cristo” nel quale i Cristiani costituiscono le membra, mentre Cristo è il Capo. Ciò vuol dire che noi Cristiani siamo uniti a Cristo e tra noi, come i tralci alla vite. Scorre in noi l’unico sangue di Cristo Perciò Cristo, oggi, vive nella Chiesa, cioè nell’insegnante, nell’operaio, nell’artigiano, nei miei familiari, nei miei amici, nei miei colleghi di lavoro ecc.. vive insomma in tutti i battezzati essi sono le membra di Gesù che vive accanto a me.  Nonostante questa consapevolezza, spesso sperimentiamo la nostra infedeltà e debolezza e la nostra incapacità di testimoniare il vangelo in modo coerente, ma, nonostante i tradimenti, noi che siamo chiesa, sappiamo di essere strumento di salvezza e siamo sostenuti dalla promessa di Gesù: ” Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt.28,20).
Impegno
 Ognuno di noi si deve impegnare a migliorare se stesso. Perché ciò accada dobbiamo progredire nell’Imitazione di Cristo togliendo dalla nostra vita quei comportamenti che sono in contrasto con gli insegnamenti del Signore perché per diminuire i difetti della Chiesa è necessario che ognuno di noi si impegni a diminuire i propri difetti. Se noi oggi non riusciamo più a nulla, è solo perché siamo troppo preoccupati di affermare noi stessi. Rimanere in una Chiesa che avesse bisogno di essere fatta da noi per diventare degna di essere abitata non ha senso, ma dobbiamo rimanere nella Chiesa perché essa è in sé degna di rimanere nel mondo, perché essa è in sé degna di essere amata  di un amore che la porti sempre a trasformarsi di nuovo in ciò che deve essere veramente. Questo è il cammino che anche oggi viene indicato dalla responsabilità della fede. Cominciamo dunque dal nostro ambiente che nella struttura della Chiesa è il più fondamentale: l’ambiente della Parrocchia. Nel Decreto conciliare sull’apostolato dei laici leggiamo: «La Parrocchia offre un luminoso esempio di apostolato “comunitario” fondendo insieme tutte le differenze umane che vi si trovano e inserendole nella universalità della Chiesa» Dunque: abituiamoci ad agire, nella nostra Parrocchia, in intima comunione con i sacerdoti, apportiamo alla comunità della Chiesa i nostri problemi e quelli del mondo perché siano risolti con il concorso di tutti; diamo, secondo le nostre possibilità, il nostro contributo a ogni iniziativa apostolica della nostra Parrocchia. 
Pino e Alba Pacenza

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