Abbiamo deciso di sposarci in Chiesa. Cosa dobbiamo fare?

Preparare il Matrimonio
In Chiesa:
• Certificati di Battesimo e di Cresima per uso matrimonio reperibili presso la parrocchia in cui sono stati celebrati questi sacramenti.
• Certificato di Stato Libero Ecclesiastico (deve essere presentato solo da chi ha vissuto fuori dalla Diocesi in cui avviene il matrimonio per un periodo di oltre un anno dalla data di compimento dei sedici anni; è una dichiarazione che si compie davanti a due testimoni nella Parrocchia di residenza).
• Attestato di partecipazione al corso prematrimoniale e lo Stato dei documenti. Nella Parrocchia della Santa Famiglia i corsi prematrimoniali hanno la durata di tre mesi circa e gli incontri sono tenuti nei locali parrocchiali ogni domenica sera dalle 19,00 alle 20,30.
Segue quindi la formalità del Consenso religioso, e le pubblicazioni religiose (almeno due domeniche consecutive) presso le parrocchie dei due sposi e, se diversa, presso quella in cui la coppia intende sposarsi.
Contemporaneamente viene consegnato il certificato di richiesta delle pubblicazioni da consegnare al Comune della parrocchia che prepara la documentazione. Se le parrocchie degli sposi sono diverse, bisogna fare richiesta di pubblicazione in ambedue.
Se si desidera sposarsi in una Chiesa diversa dalla quella di appartenenza, è necessario ottenere il nulla osta per la celebrazione.
In Comune (potrebbero servire delle marche da bollo):
Recarsi presso l’ufficio matrimoni del Comune o circoscrizione.
Qui compilare il modulo di autocertificazione e, da questo momento, l’ufficio richiederà tutta la documentazione necessaria per la "promessa di matrimonio":
• Documento di identità valido
• Atto di nascita e certificato contestuale (contenente informazioni anagrafiche).
Occorre quindi fissare una data per effettuare il Consenso. Con questa procedura il Comune registra la reciproca volontà di sposarsi: non è necessaria la presenza di testimoni; addirittura è possibile che si presenti solo uno dei due futuri coniugi, purché in possesso di delega firmata, copia della carta d'identità e del codice fiscale dell'altro e richiesta di pubblicazione rilasciata dal parroco.
A questo punto il Comune espone le pubblicazioni. Al termine, dopo circa un paio di settimane, viene rilasciato il certificato di avvenute pubblicazioni, da consegnare al parroco.

N.B. Tutti i documenti, sia del Comune sia della Chiesa, hanno validità di 6 mesi!

Per la celebrazione
Oltre che ad essere un cammino di evangelizzazione e di riscoperta della propria fede, il corso prematrimoniale prevede un incontro tra varie coppie di sposi insieme al sacerdote dove vengono messe a confronto le varie esperienze di fede.
Si chiede agli sposi che la funzione religiosa sia contrassegnata dalla sobrietà e dignità.
Per questo motivo si chiede che:
• L’Addobbo floreale non sia sfarzoso, e che permetta la visuale ampia di tutta l’assemblea e permetta comodamente i movimenti previsti per le processioni offertoriali e alla comunione.
• Il coro non è parte integrante della parrocchia; per l’animazione musicale è opportuno che gli sposi prendano contatti con persone che conoscano le regole della liturgia, le quali, prima della celebrazione dovranno concordare con il celebrante i momenti dei loro interventi cantati.
• Preparare dei libretti della celebrazione da distribuire in chiesa potrebbe rendere più partecipe tutta l’assemblea, oltre che a rimanere il più bel ricordo scritto del matrimonio. Esistono in internet vari siti che li mettono on-line gratuitamente, ma attenzione che non ci siano errori liturgici. Per questo motivo, se si sceglie questa strada, è conveniente farne vedere per tempo una copia al sacerdote celebrante o qualsiasi altro sacerdote o diacono della propria parrocchia. In alternativa i sacerdoti e i diaconi, che sono sempre disponibili ad aiutare gli sposi, possono dare tutte le indicazioni necessarie.
• I fotografi spesso sono la causa dei ritardi delle celebrazioni. Non tutti conoscono le regole imposte dalla diocesi, e spesso intralciano la celebrazione. Sappiano che non è possibile salire e scendere liberamente dal presbiterio, passare dietro all’altare o far mettere in posa gli sposi durante le letture o durante l’omelia. Il loro lavoro lo svolgano con diligenza e senza recare disturbo durante tutta la celebrazione.
• Gli orari concordati con gli sposi devono essere rispettati perché spesso dopo la celebrazione del matrimonio, in chiesa sono previste altre celebrazioni comunitarie, e non sarebbe corretto farle iniziare in ritardo.
• Non è ammesso né in chiesa e né nelle vicinanze, liberare in volo piccioni o colombe, perché se dovessero entrare non sarebbe facile farli uscire e potrebbero morire all’interno della chiesa. Allo stesso modo non è ammesso che in chiesa o in prossimità della porta della chiesa vengano buttati o addirittura sparati riso, petali di fiore o coriandoli e quant’altro: sul riso che rimane a terra dopo il matrimonio, un bambino o una persona anziana che passa potrebbe scivolare e farsi male; petali e coriandoli volano all’interno della chiesa e raccoglierli poi è quasi impossibile.
• Non è ammesso portare nella processione offertoriale oggetti di nessun genere senza l’autorizzazione del sacerdote, né posizionare lanterne sul presbiterio o davanti all’altare.
• L’offerta che gli sposi vorranno lasciare in chiesa verrà utilizzata sempre per sostenere le spese dei consumi e della manutenzione della chiesa. Non c’è una tariffa, ma è affidata al buon cuore degli sposi.
• Un po’ di attenzione è da porre anche sull’abbigliamento e sul comportamento: il vestito della sposa e degli invitati non siano eccessivamente scollati e corti; in chiesa si deve entrare vistiti decorosamente e cercare di mantenere il silenzio e il raccoglimento.

Le 10 chiavi del matrimonio cattolico
• Anello
Durante la celebrazione del matrimonio i fidanzati si scambiano gli anelli, che sono il simbolo del loro impegno reciproco, segno del «loro amore e della loro fedeltà». Ma gli anelli sono prima di tutto il simbolo dell’amore che unisce Dio all’umanità. Il matrimonio istituisce tra gli sposi un legame forte e duraturo, simile a quello che Dio ha voluto tra sé e l’umanità.
• Amore
Si può desiderare di essere amati, essere innamorati, o semplicemente amare l’amore. L’amore che si instaura tra due persone nel matrimonio è una mescolanza di amori diversi: desiderio, passione, fiducia e rispetto. Ma ci vuole anche la volontà. Si sceglie di amare, e a volte è difficile! La nascita dei figli, le prove vissute insieme e molte altre cose arricchiscono questo legame cresciuto negli anni e che, con l’aiuto di Dio, è un legame “sacro”.
• Desiderio
Il matrimonio è fondato sul desiderio. Desiderio di amare, di creare una famiglia e di donare la propria vita affettiva. Il desiderio è uno dei motori della vita coniugale. Da rinnovare continuamente!
• Fecondità
Voler essere padre e madre è una delle condizioni essenziali del matrimonio cristiano. I figli sono il riflesso dell’amore reciproco dei genitori. Più tardi, ne saranno i testimoni. Ma ci sono altre forme di fecondità della coppia, alle quali non si pensa abbastanza: fecondità nel lavoro, nella vita sociale, nell’aiuto agli altri, più poveri e bisognosi.
• Fedeltà
Un’altra condizione essenziale del matrimonio cristiano. Ci si promette fedeltà, condivisione di gioie e dolori, aiuto nelle difficoltà. Quel che a priori sembra difficile diventa più semplice quando si è coscienti della forza donata da Dio.
• Indissolubilità
Perché l’amore di Dio per gli uomini è indefettibile, il matrimonio cattolico stabilisce un legame tra gli sposi che niente può distruggere. Per questo i divorziati non si possono risposare in chiesa.
• Libertà
Nessuno deve essere costretto a sposarsi. Bisogna anche essere certi delle proprie motivazioni e desideri profondi. Se ne possono ricavare terribili pressioni psicologiche!
• Perdono
Come si può progredire nell’amore senza perdono? Non siamo perfetti, le nostre ferite sono tante. Perdonandosi reciprocamente si può progredire nella realtà dell’amore coniugale. E tenendo bene a mente che l’amore di Cristo accompagna, aiuta, perfeziona.
• Sacramento
• Il matrimonio è un sacramento della Chiesa che gli sposi si donano a vicenda. Il sacramento celebra il regalo fatto da Dio che ci dona la sua tenerezza. È segno della sua presenza nella famiglia.
• Sessualità
Il matrimonio cristiano non frena la sessualità, che è un elemento molto importante della vita coniugale. Una vita armoniosa, attenta e senza complessi rimane la migliore garanzia di un matrimonio felice.

Ciò che uccide la coppia
• La critica continua
Siamo tutti propensi alla critica. Soprattutto in un mondo che dà tanta importanza alle performance e al successo. Chi non è conforme ai criteri vincenti spesso è guardato con disprezzo dai congiunti. E quando ci si mette il coniuge è una rovina. Osservarsi a vicenda con uno sguardo malevolo è il modo più sicuro per creare una distanza che diventa a poco a poco insormontabile. Ne soffre anche la sessualità.
• L’intolleranza
Non accettare la storia dell’altro, non voler comprendere a fondo il suo modo di pensare, non amarlo per quel che ha di unico e di personale significa rischiare gravi malintesi. Amarsi non vuol dire tollerare che l’altro sia diverso, ma, al contrario, rallegrarsi delle sue differenze.
• La menzogna più grave
Esistono molti tipi di menzogna. Si può mentire su ciò che si fa, su ciò che si pensa, su ciò che si è. Certamente ognuno deve conservare un suo giardino segreto, ma certe menzogne sono imperdonabili e uccidono la fiducia, in particolare quelle che portano all’infedeltà.
• La dipendenza alienante
L’alcol. La droga, le immagini pornografiche sono terribili forme di dipendenza. Ma si può anche rimanere dipendenti dai propri genitori, dalle proprie abitudini … La dipendenza che si instaura allontana dall’altro, distrugge il rapporto.
• L’accumulo di ferite
Spesso sono tante le ferite che distruggono l’intimità della coppia: piccole frasi cattive, rancori repressi, provocazioni ripetute. Anche gli sposi che si amano si feriscono involontariamente. E più il dolore è profondo, più la fiducia e l’amore vengono compromessi.

Ciò che salva la coppia
• La tenerezza quotidiana
Incoraggiarsi, ringraziarsi, complimentarsi con parole e gesti teneri e affettuosi dovrebbe essere incluso nel programma di tutte le coppie! La tenerezza è inseparabile dall’intimità sessuale, indica che si è amati.
• L’humor complice
Ridere di tutto e in primo luogo di se stessi permette sciogliere molti conflitti. L’humor aumenta la complicità, apre agli altri. È un elemento essenziale dei rapporti amorosi e amicali.
• Una parola fiduciosa
Si devono sempre affrontare i conflitti utilizzando le parole. Quelle che tranquillizzano, rimettono in sesto, riconoscono, se è il caso, il proprio errore. Parlare delle proprie ferite, di ciò che fa male, senza acrimonia, senza usare il “tu” che accusa, si rivela sempre positivo.
• Una sessualità vera
Il piacere sessuale condiviso è un potente fattore di intimità. Fare l’amore con piacere e semplicità è il modo più evidente di manifestare amore al coniuge. Darsi all’altro, con gioia, senza stare sempre a pensare che cosa si avrà in cambio, è un’arte.
• Il perdono
Farsi del male, per una coppia è piuttosto normale. Essere capaci di parlarne, di perdonare o di chiedere perdono richiede molta umiltà. Perdonare non ci risulta spontaneo, è una scelta difficile, ma liberatoria, permette di andare avanti, di vedere il rapporto da un’altra prospettiva. Il perdono non è indifferenza verso l’errore, né oblio, e neppure tollerare l’intollerabile, ma è dare all’altro la capacità di cambiare.
• La preghiera
Molte coppie sperimentano la forza data da Dio nelle difficoltà. Nella preghiera, da soli o condividendola, si trova il coraggio di affrontare e di rinnovare il dialogo, e, a volte, anche di cambiare! Dio viene sempre in aiuto a quelli che glielo chiedono.

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