La Storia della Parrocchia

Quarantanni fa la Parrocchia
(Ricostruzione storica a cura di Franco Imbrogno)
Il 1° Ottobre 1972 nasceva la nostra Parrocchia intitolata, da Mons. Enea Selis, alla Santa Famiglia di Nazareth
“...E’ necessario avere una Parrocchia, ormai la nostra zona va sempre più popolandosi...; Per andare a Messa ci dobbiamo spostare con la macchina e non sempre è possibile con i figli ancora piccoli...; i nostri figli hanno bisogno della Parrocchia per frequentare la Catechesi...; dobbiamo far sapere al Vescovo questa nostra realtà...”
Queste, più o meno, erano le parole che erano “recitate” giornalmente, sul finire degli anni ’60, da quelle poche centinaia di persone, che costituivano il nucleo abitativo delle contrade di Andreotta, Garofalo e Rusoli, in quella parte di territorio di Castrolibero, che confina con la città capoluogo Cosenza.
Le ragioni per istituire la parrocchia erano tante e dovute al momento storico che stava attraversando Cosenza. La ricostruzione del dopoguerra era praticamente finita, la città aveva ripreso a lavorare a pieno ritmo, la richiesta di nuove abitazioni fornite di moderni servizi era sempre più pressante. Molte famiglie, di nuova formazione per lo più, o che vivevano in grandi condomini si spostarono sull’asse del fiume Campagnano, trovando accoglienza sui territori di Rende e di Castrolibero. Ma..., a Castrolibero, nel nuovo territorio, che andava popolandosi, trovarono anche le difficoltà di una zona agricola in via di urbanizzazione: niente piano regolatore, pochissimi servizi, strade dissestate, scuole ospitate in locali di fortuna e... la Parrocchia? niente!
Però sotto, sotto qualcosa si muoveva, anche se formalmente ancora non c’era nero su bianco. In seno alla curia cosentina andava facendosi strada la necessità di dotare le nuove aree abitative di Cosenza e dell’interland di nuove realtà parrocchiali.
Dio volle che in quegli anni a capo della Diocesi ci fosse un Vescovo, Mons. Enea Selis, illuminato e saggio, che non perse l’occasione di firmare, tra i tanti decreti, anche quello che istituiva la Santa Famiglia nel territorio di Castrolibero.
L’occasione, al nostro caro Don Enea, come affettuosamente veniva chiamato dai fedeli della diocesi, fu offerta dalla richiesta dell’allora parroco di Marano Principato, don Gabriele Aceto, il quale ogni tanto, o quantomeno nelle feste comandate, celebrava nel territorio di Andreotta, in ambienti di fortuna, la Santa Messa.
Tra i fedeli si faceva strada il toto-nome da dare alla futura parrocchia e tra questi quello che riscuoteva più consensi era quello di Gesù Bambino. Però Mons. Selis, in occasione di una visita sul territorio, accolse solo in parte il suggerimento, precisando che gli sembrava giusto ricordare Gesù Bambino, in una zona che andava urbanizzandosi con la presenza massiccia di giovani coppie e tantissimi bambini,  però...aggiunse : “non è giusto allontanarLo dai suoi premurosi genitori, così come queste giovani famiglie della contrada allevano e seguono con cura i loro bambini, la intitoleremo alla Santa Famiglia di Nazareth...”.
Nacque così la Santa Famiglia in Castrolibero.
Il decreto d’Istituzione (in pagina) fu firmato il 1° Ottobre del 1972. Alla guida della parrocchia, Mons. Selis chiamò don Gabriele Bilotti, quale titolare legale, però volle tentare una nuova esperienza pastorale, affiancandogli una comunità di giovani sacerdoti: don Vincenzo Filice, don Franco Gentile, don Peppino Pugliese. Erano chiamati “i preti garagisti”, come ricorda don Vincenzo Filice, perchè la chiesa era un garage! Un garage per “seminare” la parola di Dio in un territorio che veniva definito “un dormitorio”. Tempi pionieristici, tempi di profondo impegno, tempo di semina, ma anche tempo di crescita. I chicchi seminati cominciavano a germogliare e a crescere... cresceva il laicato, quel laicato che ha fatto si che la Parrocchia della Santa Famiglia fosse additata in diocesi come una comunità viva e fervida nella fede. Da una piccola comunità riunita in un piccolo nucleo divenne pian piano un popolo in cammino sulla parola del Signore.
I tempi, ormai, erano maturi perchè nel territorio sorgesse la nuova Chiesa, il garage era angusto, troppo stretto per una comunità in “crescita”.
Ed ecco che quella comunità di giovani sacerdoti, carichi di entusiasmo e di tensione spirituale ebbero la felice intuizione di affidare l’incarico di progettare il nuovo complesso parrocchiale all’Arch. Raffaele Filippelli, professionista serio e fantasioso, molto quotato in città. Il progetto realizzato era ed è ancora considerato un piccolo gioiello architettonico, anche se a quello originario furono apportate significative modifiche in corso di realizzazione (vedi in pagina schizzo originario e schizzo e foto della chiesa così come è oggi).
L’esperienza pastorale di don Gabriele, don Vincenzo, don Franco e don Peppino termina qui, dopo appena tre anni di lavoro, di sbozzatura e preparazione del terreno per l’arrivo del nuovo parroco, che Mons. Selis individua in un giovane sacerdote, allora vice alla Chiesa del Sacro Cuore e Madonna di Loreto di Cosenza, don Gino Luberto.
Don Gino prende ufficialmente possesso della parrocchia la mattina del 9 novembre del 1975, al termine della S. Messa delle ore 8.30, e la guiderà fino all’8 marzo del 1992.
Furono anni decisivi per dare alla Comunità della Santa Famiglia una sua precisa identità, pastorale e strutturale. Don Gino, si lasci passare il termine, è un “buldozer”, un vulcano d’idee ed iniziative pastorali, lavora instancabilmente da mattina a sera. Egli incontra, avvicina, chiama a se tutti i parrocchiani, che conosce uno ad uno, come si conviene ad un vero pastore: “conosce le sue pecore e le chiama per nome”. E la gente? risponde con calore ed entusiasmo. Anche l’Amministrazione dell’epoca, guidata dall’On. Scipione Valentini è sensibile all’appello della comunità, assegnandole un terreno di circa 5.000mq di proprietà della famiglia De Luca, su cui, da lì a poco, sorgerà il nuovo complesso parrocchiale. Don Gino in quest’opera di progettazione strutturale è affiancato da un nucleo sempre crescente di laici fedeli, tra questi il compianto Mario Dodaro, il cui apporto d’idee e sostegno economico fu decisivo.
Nascono i primi gruppi parrocchiali, alla catechesi si aggiunge nel ’78 l’AGESCI, e successivamente l’AC.
La parrocchia si dota di uno strumento di comunicazione e il 19 novembre del 1978 esce il primo numero del giornale Insieme, presenza & dialogo, la cui direzione è affidata al giornalista Antonio Garro, oggi stimato professionista alla Gazzetta del Sud.
Intanto il progetto dell’erigendo complesso parrocchiale è pronto e la sera del 24 giugno del 1979 viene posta la prima pietra alla presenza di Mons. Enea Selis e di una straripante folla di concittadini, che hanno voluto sottoscrivere la pergamena a ricordo dell’avvenimento. A distanza di 17 mesi, esattamente il 9 novembre del 1980, l’aula liturgica, l’attuale auditorium, ancora incompleta, accoglie Mons. Dino Trabalzini, subentrato a Mons. Enea Selis da appena 6 mesi, che guida l’Assemblea Parrocchiale e vi celebra, alle ore 11.30, la prima S. Messa. L’anno successivo, il 30 aprile arrivano le suore, le Figlie del S. Cuore di Gesù della Beata Teresa Verzeri di Bergamo, le quali rimarranno a svolgere il loro apostolato, generoso e qualificato, in mezzo a noi sino all’aprile del 1993.
Tra il 1981 e il 1987 la parrocchia assume una ben definita fisionomia pastorale, a quelli già presenti si sono aggiunti nuovi gruppi parrocchiali, tra cui il MASCI, la Caritas, il gruppo Missionario, sono stati nominati il Consiglio Pastorale ed il Consiglio Affari Economici però...
Però..., manca qualcosa! E don Gino la notte di Natale del 1987 annuncia una grande iniziativa pastorale: il Progetto Missione ’89.  “...si vuole sollecitare una nuova fioritura in tutte le coppie, che delle famiglie sono il motore...”.
A guidare la Missione, don Gino, chiama i Padri Oblati di Maria. Essa prese il suo avvio, con una solenne concelebrazione, la sera del 15 ottobre e si concluse il 29 ottobre del 1989. Alla fase conclusiva della Missione presero parte circa 80 famiglie del territorio.
Nel frattempo nell’estate dell’88 ripresero i lavori per la costruzione dell’aula liturgica superiore e i parrocchiani risposero ancora una volta generosamente con l’operazione “Accendi la tua stella”. Questa iniziativa si aggiunse alle precedenti: “I Benemeriti”, “I Fedelissimi”, “Operazione Pianta un fiore” e precederà nel tempo ulteriori iniziative, quali: “Completiamola... è la nostra Storia” e per ultimo “Operazione Amen”, ancora in corso. C’è da sottolineare l’importanza e il decisivo contributo delle famiglie della comunità per l’edificazione del complesso parrocchiale, poichè i contributi dell’Ente locale o di altri Enti e Istituzioni sono stati veramente esigui.
L’8 marzo del 1992, don Gino dopo 17 anni lascia la comunità sostituito da don Alfredo, il quale era già impegnato in parrocchia quale aiuto sacerdote. Sotto la guida di don Alfredo si svolge la Missione sinodale, che ci ha visti camminare insieme ai fratelli della parrocchia del SS. Salvatore del Centro Storico. A guidare la missione sinodale furono i Padri “Servi di Maria” di Brescia.
Don Alfredo, nei suoi sette di servizio pastorale, ha dato un definitivo impulso al completamento della struttura del complesso parrocchiale. In questo arco di tempo sono state poste a dimora le sette vetrate artistiche istoriate, che rappresentano i sette sacramenti, disegnate dal grafico acrese Carmine Covello e realizzate a Firenze dai maestri fiorentini; fu posato il pavimento in granito dell’aula liturgica e del presbiterio; fu definitivamente sistemato e pavimentato il porticato superiore e le vie di accesso all’aula liturgica; fu completato l’impianto d’illuminazione interno ed esterno, quello di amplificazione, l’impianto delle campane elettroniche; furono acquistati il confessionale e i moderni e massicci banchi che arredano l’aula liturgica, la quale, inoltre, è stata arricchita dei dipinti della Via Crucis, una splendida opera della pittrice Tina Costabile, che ha dipinto anche la grande pala raffigurante la Santa Famiglia, posta sulla parete centrale del Presbiterio; furono realizzati il Tabernacolo, opera del maestro fuscaldese ,  il fondo battesimale, opera dell’artista castroliberese Mario Montalto, la perlinatura di parte dell’aula liturgica e di tutta la cappella del SS. Sacramento;
Sono stati anni decisivi per una più armoniosa sistemazione degli spazi parrocchiali. Molte le iniziative per far fronte alle spese sostenute per i lavori e per pagare il mutuo bancario: veglione di capodanno, lotterie, feste ecc. Ma, come sempre, importante e provvidenziale è stato il generoso contributo delle famiglie, che hanno fatto di tutto pur di non far mancare il loro solidale sostegno economico. Dal punto di vista pastorale, c’è stato molto fermento, con tantissime proposte associative e comunitarie.
Questi i gruppi e le associazioni presenti:
AC, AGESCI, MASCI, Oratorio, Gruppo Càritas, Gruppo Ministri Straordinari dell’Eucaristia, Gruppo Liturgico, Gruppo Catechisti, A.d.P., Cenacoli Mariani, Gruppo Ministranti, Gruppo Famiglia, Gruppo Manutenzione struttura parrocchiale, Gruppo Marta e Maria, Gruppo feste e gite, F.A.R.O., Gruppo Animazione del territorio, Gruppo servizi nel territorio, Gruppo animazione culturale e biblioteca, Gruppo teatro, Corale Parrocchiale, Gruppo musicale “Pace ci Piace”, Gruppo attività sportive, Redazione Giornale parrocchiale “Insieme, presenza & dialogo”, Gruppo presepio,  Associazione “Mirella Cuconato Cirino”.
Il 22 settembre del 1999 don Alfredo lascia la parrocchia per assumere impegnativi ed importanti incarichi in seno alla Diocesi.  Il suo è stato un operato intelligente, lungimirante, acuto. Chi non ricorda le sue lectio, le sue profonde omelie, la sua allegra ironia? A ricordare il lavoro svolto, sono stati sette anni d’intenso e proficuo servizio pastorale, che lascia traccia indelebile nel cammino della nostra ancor giovane parrocchia.
A sostituire don Alfredo, Mons. Giuseppe Agostino, subentrato nel frattempo a Mons. Dino Trabalzini, chiama Padre Vito Liso, sacerdote della comunità dei Padri Dehoniani nella Parrocchia universitaria di San Paolo ad Arcavacata.
Padre Vito, che è stato presentato alla nostra comunità in una solenne liturgia presieduta dal Padre Arcivescovo, Mons. Agostino, è una vecchia conoscenza della comunità della Santa Famiglia. Egli ha celebrato, tranne brevi pause, si può dire quasi da sempre, la S. Messa festiva mattutina.
Con Padre Vito stiamo vivendo momenti altrettanti storici: insieme a lui abbiamo celebrato e vissuto l’anno di grazia del 2000, abbiamo percorso il cammino dei Mini Sinodi Diocesani e tante iniziative pastorali parrocchiali. Egli dimostra grande disponibilità ad ognuno ed è una attenta guida spirituale, autenticamente cristiana.
In breve, la Parrocchia della Santa Famiglia da poche centinaia di abitanti, in trent’anni, è arrivata a contarne, attualmente, 8.500 circa. E’ ancora una parrocchia giovane e viva, che rimane punto di riferimento spirituale per moltissimi credenti. Essa continua ad avere le sue attività, le sue associazioni, i suoi momenti significativi, che fanno parte della grande sinfonia spirituale, data dalla devozione popolare. Si mostra davvero una parrocchia privilegiata dalla Grazia di Dio!
Prima di concludere questa breve, ma spero significativa immersione nel passato prossimo della nostra giovane parrocchia, vorrei ricordare tutti i parroci, tutti i sacerdoti e diaconi che ci hanno arricchito di spiritualità. Ognuno di loro ha profuso le migliori energie, hanno dimostrato di volerci bene contribuendo ad arricchire e a ravvivare la nostra fede. Insomma vogliamo far sentire forte il nostro  GRAZIE e dire ad ognuno di loro  NON POTREMO MAI DIMENTICARTI! a don Gabriele Bilotti, a don Gino Luberto, a don Alfredo Luberto, a Padre Vito Liso,  a don Franco Gentile, a don Vincenzo Filice, a don Giuseppe Pugliese, a don Luigi Zoroberto, a don Franco Greco, a don Francesco Castiglione, a don Francesco Iaquinta, a don Alfonso Patrone, a don Maurizio Spadafora, a don Antonio Dodaro, a don Roberto Gemelli a don Mauro......
Un grazie particolare lo vogliamo rivolgere a Don Giovanni Iantorno, nostro attuale vicario parrocchiale, che ci dona giorno dopo giorno testimonianza del suo essere “sacerdote”. Gioioso, quasi giocoso, sempre di buon umore, anche se il bollettino sanitario...a volte minaccia bonaccia, non lesina buone parole d’incitamento a servire con fedeltà il Signore, che noi ringraziamo per avercelo fatto conoscere ed apprezzare.
E per ultimi nell’ordine, ma primi nei nostri cuori i nostri cari Arcivescovi, che abbiamo avuto modo di apprezzare per la loro grande amicizia, dimostrata al popolo di Dio appartenente alla comunità della Santa Famiglia: S. E. Mons. Enea Selis che istituì la Parrocchia, S. E. Mons. Dino Trabalzini, che con sapienza non ci ha mai lesinato suggerimenti e tracciati pastorali da seguire e S. E. Mons. Giuseppe Agostino, attuale vescovo, che dall’alto della sua grande sapienza pastorale continua a guidarci con mano sicura.
E dulcis in fundo, un grande grazie lo rivolgiamo alle nostre care suore Figlie del Sacro Cuore di Gesù, che tutta la famiglia parrocchiale ha avuto modo di apprezzare. Sono state con noi 12 anni, un breve periodo, se vogliamo, però sufficiente per sperimentare la loro fede, il loro amore ed attaccamento nei confronti di tutta la comunità. Tutta la comunità le abbraccia una ad una, dicendo loro: Grazie!
In grandi linee ho cercato di raccontare la storia della nostra Parrocchia, però ora voglio rivolgermi a te che leggi questa testimonianza per ricordarti che: “la comunità della Santa Famiglia è fatta anche di te e per te, e che puoi far parte della storia del popolo di Dio in questa porzione di territorio”.