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Orari Celebrazioni Estive

A partire dal 1° luglio, tutte le celebrazioni vespertine feriali passano alle ore 19,00 e quelle domenicali alle ore 20,00.

 

feriali:  solo ore 19,00

festivi:  ore 08,30 –  20,00.

 

Gli orari della segreteria parrocchiale sono: prima e dopo le SS. Messe

 

 

I Parroci don Cosimo e don Franco sono disponibili ad accogliere i fedeli negli orari a ridosso delle celebrazioni. 

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Orari Invernali Celebrazioni Eucaristiche 2015/2016

A partire dal 20 settembre torneranno tutte le Sante Messe domenicali, e i nuovi orari saranno i seguenti:

feriali:   9,00
escluso il lunedì
    19,00
feriali dal 1° ottobre   9,00
escluso il lunedì
    18,00
festivi fino al 27 settembre:   08,30  10,00 11,30 19,00
festivi dal 1° ottobre:   08,30  10,00 11,30 18,00




Supplica alla Madonna di Pompei

Supplica alla Madonna di Pompei
O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore, e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono. Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.
Ave Maria…
È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore. Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che, sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figlio. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!
Ave Maria…
Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie. Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti. Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.
Ave Maria…
Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante e in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli. Torre di salvezza, negli assalti dell’inferno. Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen.
Salve regina…

 

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Una “notizia dimenticata”, anzi no: la favola a lieto fine del barbone di Kansas City

di Tullio Spadafora

Spesso le scalette di tg e talk show, danno molto spazio ad eclatanti notizie di cronaca, economia, cultura, spettacolo e soprattutto in questo momento, onnipresente è l’attenzione rivolta al confuso scenario politico del nostro paese. Tutto ciò, porta a mettere da parte le “buone notizie”, quelle che ci fanno sperare in un mondo migliore, quelle che ci ricordano che a fronte di qualche furbo o corrotto, c’è una schiera di eroi di tutti i giorni, dei quali spesso ignoriamo l’esistenza, proprio perché nessuno ne parla.
Proprio per questo, ho deciso di dedicare lo spazio settimanale de “La voce di Odg”, ad una storia che rischiava di essere dimenticata e che invece, dall’altra parte del mondo (USA), ha fatto molto parlare di sé, entrando nel cuore di milioni di americani, e che spero possa suscitare le stesse emozioni, in chi, leggendo queste righe, ne verrà a conoscenza per la prima volta.
Un gesto ripetuto per anni centinaia di volte al giorno e che all'improvviso ti cambia la vita. E' la favola moderna di Billy Ray Harris, il senzatetto di Kansas City, diventato ricco grazie alla sua onestà ed alla riconoscenza di una coppia fortunata.

Era un giorno come gli altri, lo scorso febbraio, quando un barbone di colore di 55 anni, seduto a chiedere l'elemosina sul ciglio della strada, ha sentito tintinnare ai suoi piedi qualcosa di strano, decisamente diverso dal rumore che fa una monetina. Billy Ray non credeva ai suoi occhi, ma nel suo piattino scintillava un bellissimo anello di fidanzamento di platino, con incastonata una grossa pietra preziosa.

Il primo pensiero di un uomo che lotta per la sopravvivenza è correre dal primo gioielliere per valutare il colpo di fortuna e così fa Billy Ray: «4mila dollari» è la sentenza, troppo per lui. Una cifra altissima, quasi incomprensibile per chi racimola pasti con penny e monetine di basso valore. Così l'uomo decide di non cedere l'anello, ma di tenerselo, nella speranza che chi l'ha perduto torni indietro a cercarlo.

Così quando una giovane donna bionda, Sarah Darling, torna disperata da Billy, due giorni dopo, accade l'impensabile: quel clochard dallo sguardo mite e dalla lunga barba bianca, ha ancora il diamante con sé e lo restituisce senza alcun ripensamento alla legittima proprietaria. «Mi sembrava un miracolo - ha poi raccontato la ragazza - Ero sicura che non lo avrei trovato mai più».

Il secondo tempo di questa inconsueta storia, è l'apoteosi del lieto fine: Sarah e il marito Bill, riconoscenti per l'inatteso dono ricevuto, contattano una tv locale per far conoscere la storia di Billy Ray, che subito rimbalza su tutti i media americani. Viene aperta una sottoscrizione online per raccogliere fondi da donare a questo senzatetto dal grande cuore: grazie al contributo di migliaia di donatori per Billy Ray sono già stati raccolti quasi 200mila dollari e ci sono ancora 50 giorni di tempo per partecipare a questa colletta ormai divenuta mondiale.
Ma le belle notizie per Billy non sono finite: oltre ai soldi, ritrova il bene più caro, e cioè l’affetto dei suoi familiari. “Avevo la tv accesa e mi è sembrato di sentire il suo nome, mi sono voltata e ho guardato di nuovo quella foto, era mio fratello”; a parlare a TODAY.com è la sorella di Billy, facendo riferimento alla storia del fratello in tv. “Ho chiamato e ho detto: ‘Questo è mio fratello. Lo sto cercando da 16 anni.'” La donna vive in Texas, ad 800 chilometri da Kansas City.
Billy Ray è già diventato il clochard più famoso e amato d'America: ora l'uomo ha una casa, un lavoro da “roadie” (viaggia con i gruppi musicali trasportando strumenti), un bel conto in banca e soprattutto, ha ritrovato la sua famiglia.
In un mondo dove spesso il fine giustifica i mezzi, e la strada più facile e percorribile è quella della corruzione, la storia di Billy invece va controcorrente: la semplicità del suo gesto ha messo a nudo il gran bisogno di "buone notizie", di cui necessita ognuno di noi, per riscoprire sensazioni ed emozioni considerate perse e sempre più rare. “Basterebbe” essere meno egoisti e più onesti nella vita di tutti i giorni, per essere tutti uguali a Billy Ray Harris.

Salì al cielo

… Salì al cielo.

“Perché da lì era disceso”.
Lo dice bene il C.C.C., al punto 661, riprendendo Gv.3,13: «Nessuno è mai salito al cielo fuorché il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo». In Gesù, i cieli sono discesi sulla terra e la terra è salita in cielo. Il Cielo stesso si forma “nuovo” quando Gesù risorge e vi sale. Il Primogenito dai morti è andato a inaugurare i Cieli nuovi preparati per noi. E’ Gesù il nostro vero Cielo. E’ salito per noi. E’ andato, Lui, nostro Ospite, a dare cittadinanza celeste al nostro corpo terreno. Quando saliremo noi, troveremo Lui, Volto della volta celeste: «Venite, benedetti dal Padre mio … partecipate del Mio Corpo … non più spogliato, svuotato, umiliato (cfr. Fil. 2, 6-8) ma glorioso, rivestito della divinità e della bellezza che mi appartengono».
L’Ascensione è evento cristologico ed ecclesiologico insieme. E’ già, di per sé, svelamento del significato di ogni missione rivelativa di Gesù e della Sua Chiesa. Non è un addio ma un invio! Ecco cosa dice Gesù, nel racconto di Luca, mentre ascende al Cielo:

«Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni … fino agli estremi confini della terra. Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi». (At.1,8-9).
Sembra proprio che l'assenza di Gesù sia condizione necessaria per la missione. Fino a un certo punto, però. Sarà con noi, è già in noi, l’“Altro Consolatore”, “Colui che non poteva venire se Gesù non andava”, lo Spirito Santo, Dynamis, Potenza di Dio per noi!
L’uomo di oggi – l’uomo di ogni tempo – si chiede: «Ma il Cielo, esiste davvero? Come poterne fare esperienza?». Il Cielo non è un’esperienza spaziale, astratta, indecifrabile. Cielo è il modo di essere di Dio; l’essere dell’uomo presso Dio. Siamo in Cielo, quando siamo nella piena comunione con Lui e questo – Gesù ce lo ha detto – è possibile cominciare a sperimentarlo già sulla terra. Il centuplo, sulla terra, è esperienza divinizzante, l’umano si tinge di azzurro!
Credo che sei salito in Cielo. La Tua Presenza è reale per me, pur nella Tua assenza fisica. Siamo in relazione nella distanza non malgrado la distanza. E Ti sento vicino. Cielo e terra non sono luoghi fisici. Si toccano al centro del mio cuore, vigile e accogliente. Smetto, anzi, di guardare il cielo e rivolgo lo sguardo nel cielo degli abissi dell’uomo che mi siede accanto. Cammino alla luce della fede e non della visione (Cfr. 2Cor 5,7). Nel segreto-silenzio della mia cameretta, crescono i miei “sensi spirituali”. Imparo a vedere, ascoltare, toccare, gustare, odorare, sentire il trascendente di ogni fratello, di ogni sorella. La Tua Ascensione mi insegna a vedere quando non vedo, a sentire mio, ciò che non tocco. Allontana da me ogni forma di voracità e ogni brama di possesso. Si, imparo a toccarti non come voleva Maria di Magdala (cfr. Gv 20, 17 e C.C.C. n. 660), ma come Tu vuoi.
Imparare a camminare senza più guardare i Tuoi occhi profondi. Scende il sipario sulla vita terrena e resto solo. Dove la gioia nell’abbandono, dove consolazione nell’orfananza, dove l’allegria nel tormento nostalgico del quotidiano?
Chiesa, che dici? Vuoi tornare a Gesù nell’attesa del Suo ritorno? Vuoi amarLo anche se non lo vedi, vuoi crederLo anche se non Lo senti? Allarga le tue braccia Chiesa tutta! Chi potrà mai toglierti la fede e l’amore? Chi metterà in dubbio la tua speranza? Tra ascesa e ritorno è la tua storia … Lui è vicino. Incredibilmente vicino e inaspettatamente accanto ai miei passi. Re dei Giudei? No, Re del mondo, Re di ogni abisso di terra e di Cielo! Accanto nella Parola, dentro nei Sacramenti.
Occorre che io diventi interiormente molto silenzioso per percepire il suono quasi impercettibile di questa Presenza. E’ un bisbiglio. E’ un Soffio vitale. E’ salito al Cielo ed è sceso nel mio silenzio – il mio segreto (cfr. Mt. 6) – . Vive dentro di me e fa i conti con la mia incomprensione, con la mia ingratitudine.
Ecco: l’incomprensibile è il reale, l’inatteso è il vivente, l’indescrivibile è il sempre verace! Ecco perché la gioia di Gesù arriva sempre inaspettata, visita sottovoce gli anfratti profondi della nostra anima, elude ogni sentinella armata che abbiamo messo alla porta del nostro povero cuore!
C’è gioia nella Chiesa quando si parla dell’innalzamento di Gesù: Gesù sale al Cielo, sommessa maestosità, silenziosa dirompente eloquenza di ciò che è stato preparato per coloro che amano Dio! Quale gioia è più vera dell’attesa gioiosa? Lo vedremo faccia a faccia (1 Cor 13,12); questa è la Sua promessa. “Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa” (1Pt 1,8).
Aurelio Diano