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Febbre del sabato sera … no grazie!

di Cristian Mauro e Alessia Citrigno

Un fine settimana di divertimento finito in tragedia, solo l’ultimo di una lunga serie di avvenimenti che ha caratterizzato il passatempo preferito dei giovani: la discoteca.

Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 Gennaio scorso in una discoteca nel centro di Santa Maria, nello Stato brasiliano di Rio Grande do Sul, un incendio, divampato a causa di fuochi artificiali organizzati all’interno del locale, ha causato la morte di almeno 232 persone e il ferimento di oltre 130, secondo un primo bollettino dei vigili del fuoco (ancora il bilancio delle vittime è incerto, in quanto all’interno vi erano presenti circa 2 mila persone, un numero elevato rispetto all’effettiva capienza del locale).

Nelle vicinanze della discoteca ci sono 8 atenei differenti, e le vittime della tragedia sono per lo più giovani, rimasti bloccati dalle fiamme o calpestati dalla folla in preda al panico. Nel locale era presente un unico ingresso/uscita, ostruito dai buttafuori, che non permettevano il normale deflusso delle persone presenti.

“Le squadre di soccorso stanno cercando le vittime fra le macerie” ha affermato il responsabile dei vigili del fuoco dello Stato del Rio Grande do Sul Guido Melo. Secondo quanto affermato da una delle ragazze sopravvissute, intervistata dalla tv Globo News, l’incendio sarebbe cominciato dal tetto mentre una band musicale suonava dal vivo.

Non si sa ancora se il razzo, conficcato nel tetto, sia stato sparato da uno dei musicisti della band, che si è esibita, o da qualcuno del pubblico. Il razzo conficcandosi nel tetto ha incendiato il materiale plastico per l’isolamento acustico della discoteca, causando una nube altamente tossica e le fiamme si sono propagate a vista d’occhio.

Questa è solo l’ultima delle tragedie che ha visto, negli anni, luoghi di svago e di divertimento trasformarsi in trappole mortali. In Brasile l’incidente più grave avvenne nel 1961 a Niteroi quando 323 persone rimasero uccise all’interno di un circo, in seguito ad un incendio doloso; mentre tra le stragi più sanguinose all’interno di un nightclub si ricorda quella del 1942 al Cocoanut club di Boston dove morirono 492 persone. Ecco di seguito un elenco di tragedie avvenute in club o discoteche dal 2000 ad oggi:

  • Marzo 2000, Cina, 74 persone rimangono uccise all'interno di un cinema a luci rosse nella provincia di Henan. 
  • 25 dicembre 2000, Cina, 309 persone muoiono durante un party di Natale in una discoteca a Luoyang. 
  • Dicembre 2002, 50 persone muoiono nel nightclub La Coajira di Caracas. 
  • Febbraio 2003, 100 morti e 200 feriti in una discoteca a West Warwick, Rhode Island, a causa dei fuochi d'artificio lanciati durante un concerto heavy metal. 
  • 31 dicembre 2004, 192 persone muoiono nel club Republica Cromagnon di Buenos Aires durante un concerto rock. 
  • Settembre 2008, 44 persone rimangono uccise in una discoteca a Shenzhen in Cina nell'incendio causato da fuochi d'artificio. 
  • 1 gennaio 2009, 61 morti nel club Santika a Bangkok durante una festa di Capodanno. 
  • Dicembre 2009, 155 persone muoiono nell'incendio causato da fuochi d'artificio in una discoteca di Perm, Russia. A questi si aggiunge anche la strage di giovani di tre anni fa a Duisburg, in Germania: 21 giovani, tra cui l'italiana Giulia Minola, morirono durante un rave party a causa del sovraffollamento.

Come si può notare, alcuni incidenti sono stati causati dall’uso improprio di fuochi d’artificio e dalla negligenza delle persone: come si può morire così?

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